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Anno IV N. 4 - Luglio/Ottobre 2004


Attualità
Le feste del mare
Luigi Campo

Le "feste del mare" si rincorrono ogni anno di porto in porto sulle coste italiane non appena è primavera. sembra che il mare si unisca al risveglio della natura sul continente movimentando le sue coste con feste popolari e sagre che, divenute ormai secolari tradizioni, si ripetono con sempre nuovo entusiasmo nell'organizzazione e con sempre più numerosa partecipazione di popolo.
Il periodo di queste feste sul mare coincide con una specie di sosta forzata che si ripropone ormai da secoli per tutelare il ripopolamento della fauna marina. Una "prammatica" del 6 ottobre 1784 stabiliva che, onde evitare la "distruzione" dei pesci, la pesca sia per le paranze sia per i paranzelli doveva iniziare il 4 novembre di ciascun anno e finire il Sabato Santo dell'anno seguente. Quest'anno, seguendo modalità introdotte gia da diversi anni e intese come fermo tecnico, la flotta peschereccia italiana si è fermata da Trieste a Manfredonia dal 2 agosto al 5 settembre, mentre da Molfetta a Crotone si è fermata dal 6 settembre al 10 ottobre.
L'origine più antica di queste feste sul mare è nella cultura pagana che si esprimeva in riti propiziatori: una maniera per invocare, dagli dei una protezione per il faticoso e rischioso lavoro sul mare. La religiosità cristiana ha poi sostituito ai riti propiziatori l'invocazione dei santi.
Così, a cominciare dalla primavera e per tutta l'estate, scendendo lungo le coste, incontri raduni festosi di popolo che assistono dalla banchina al percorso benedicente di santi e madonne che, imbarcati su pescherecci addobbati a festa, attraversano le acque dei porti scortati dal resto della flotta locale.
Sulle coste pugliesi attraversano le acque dei porti San Nicola a Bari l'8 maggio, la Madonna della Madia a Monopoli il 14 agosto e la Madonna dei Martiri a Molfetta l'8 settembre.
Ai riti religiosi si affiancano le sagre con degustazione dei prodotti del mare.
Il caratteristico padellone di Camogli ogni anno frigge due tonnellate di pesce distribuito gratuitamente alla gente. Una esibizione di abbondanza che vuole nello stesso tempo ringraziare per il passato e ben augurare per il futuro.
L'auspicio benaugurante è un'esigenza molto avvertita dai pescatori nel perdurare delle difficoltà per il mercato dei prodotti ittici, sarà anche per questo che le sagre vanno diffondendosi nelle città di mare. A Molfetta, per esempio, nel mese di luglio la Sagra del pesce azzurro comincia a diventare un appuntamento atteso dalla popolazione locale e dei comuni vicini.
Ma in questi ultimi anni si assiste ad una singolare riproposizione in più luoghi di una particolare festa sul mare, quella della regata. La più antica e famosa è la Regata delle repubbliche marinare; protagoniste le quattro città, in passato gloriose repubbliche, di Amalfi, Genova, Pisa e Venezia, la regata si svolge a rotazione sulle acque antistanti le rispettive città: il Tirreno per Amalfi, il Mar Ligure per Genova, l'Arno per Pisa e l'Adriatico per Venezia.
Ma ormai da Aprile a Settembre nelle acque dei porti, specialmente in Adriatico, è un crescente "sfarfallìo" di remi: dai meno anziani ai più giovani sono in molti, pescatori e non, che si avventurano nell'antica attività remiera. Solo nella laguna di Venezia si svolgono, regolarmente organizzate, oltre 120 regate. E poi, scendendo, sempre nel periodo del fermo tecnico, trovi la Regata dei Gonfaloni a Pescara e Vasto e quella delle marinerie a Molfetta.
Tutte di recente istituzione, vedono impegnate le città di mare con propri equipaggi di vogatori nella conquista di un trofeo che esalta le caratteristiche marinare della città. Un folclore che tende nel tempo a divenire un forte richiamo turistico a ovvio vantaggio della generale attività commerciale cittadina.
Si impone, però, una riflessione su questo particolare fenomeno.
Nelle regate, così come si vanno svolgendo, è difficile scoprire un riferimento alla cultura marinara, a quella più strettamente connessa all'attività dei pescatori. I regatanti di ieri, del resto, sono più facilmente collegabili alle attività commerciali che muovevano dai principali porti italiani. La pesca in realtà ha usato solo due remi e la vela fino all'arrivo del motore.
Le regate perciò fanno spettacolo agonistico, ma non tutelano la cultura e le tradizioni marinare delle mille città di mare.
Forse dovrebbero essere ripensate e riproposte per richiamare alle giovani generazioni il fascino del mestiere del pescatore che non può essere lasciato, con tutto il rispetto dovuto a chi lavora, all'immigrazione albanese, senegalese o tunisina; ci perde l'identità di una comunità che per secoli ha vissuto di mare.
Andrebbe sottolineata la coincidenza con il fermo tecnico delle attività di pesca, andrebbe favorita la socializzazione tra pescatori delle diverse marinerie, andrebbe reso più significativo l'incontro della categoria con la popolazione, andrebbe richiamata l'attenzione dei giovani su un mestiere che può comunque svolgersi ormai con più sicurezza per la disponibilità di moderni mezzi tecnici a disposizione del pescatore.
Tutto in un contesto di festa che faccia rivivere nel folclore del mare le tradizioni della cultura marinara attraverso i suoi riti, le sue sagre e le sue regate.
Dovremmo avere più presenti le connotazioni culturali delle tradizionali feste del mare per riviverle nello stesso spirito e innovarle senza tradirle. Per questo l'Ufficio studi e documentazione dell'Associazione Armatori da Pesca di Molfetta intende avviare una ricercastudio sulle "feste del mare" in Puglia e diffonderla periodicamente su queste colonne. L'obiettivo è quello di coinvolgere armatori e pescatori pugliesi in questa riscoperta del proprio passato per riviverlo orgogliosamente nel proprio presente.


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